Un Paese sospeso, l’importanza del “sommerso”, delle capacità individuali e collettive. E ancora un incentrarsi solo sul presente, la vittoria della pura cronaca e una crescente familiarità con il digitale: sono questi alcuni degli aspetti che compongono il profilo dell’Italia di oggi secondo l’ultimo rapporto del Censis, l’istituto che si è distinto nel panorama della ricerca sociologica sui mutamenti economico-sociali, di mentalità e di costume del nostro Paese. A fondare questo importante “fotografo” della realtà italiana nel 1964 è stato l’attuale presidente Giuseppe De Rita. A lui abbiamo rivolto alcune domande per capire meglio qual è la situazione nella quale versano l’Italia e gli italiani e per avere un suo parere su alcuni degli aspetti che compongono la nostra quotidianità.
Credo che siano i giovani a non essere interessati. Ai giovani non interessa sapere le sfaccettature complesse di un dato, di un fenomeno. A loro serve un’informazione, magari banale, e poi basta. Al giovane, soprattutto quando si avvicina al web, non interessa il contenuto della notizia, ma la rapidità con cui va a contatto della notizia.
Così come la descrive lei è una situazione perfetta, ma sorge subito una domanda: chi si occupa di educarli? In fondo stiamo parlando di una situazione così nuova che non c’è ancora gente che se l’è consolidata dentro. Se qualcuno conosce bene un argomento del genere, se conosce la capacità di questo strumento, è già un “fanatico” e quindi non educa alla complessità dell’informazione e della conoscenza ma solo alla rapidità.
Sicuramente è stata l’occasione per la dichiarazione di un primato italiano, che non è il piatto meraviglioso, ma tutta la filiera che sta dietro.
Lucia Mancini