Home MARKETING Urbano Cairo vince la sfida su Rcs: Cairo Communication raggiunge il 48,82% del capitale contro il 37,7% della cordata concorrente

Urbano Cairo vince la sfida su Rcs: Cairo Communication raggiunge il 48,82% del capitale contro il 37,7% della cordata concorrente

by Redazione
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Cairo Communication conquista il controllo di Rcs, portando a casa il 48,82% del capitale. L’annuncio è arrivato venerdì  in prima serata, con la cordata concorrente guidata da Investindustrial che ha raccolto soltanto il 37,7%.
 
Una percentuale che rende valida l’offerta dal punto di vista formale, ma che è troppo bassa perché il managing principal di Investindustral, Andrea Bonomi, abbia interesse a continuare la partita., perché lo stacco tra Cairo Communication e International Media Holding è troppo grande. Il risultato delle due offerte su Rcs è chiaro e un fondo di private equity come Investindustrial non può trovare interesse a continuare.
 
Il 37,7% del capitale in capo a International Media Holding in teoria permetterebbe di bloccare l’assemblea straordinaria, ma nel contempo metterebbe in completo stallo la governance del gruppo editoriale, il che non avrebbe alcun senso industriale. Ciò detto, il prossimo 21 luglio sarà possibile per gli azionisti che hanno apportato i loro titoli Rcs  all’opa di Imh migrare verso l’opa vincitrice; e quindi Imh molto probabilmente non raggiungerebbe comunque la percentuale di blocco.

Andrea Bonomi, managing principal di Investindustrial ha subito dichiarato: “Ringrazio gli azionisti che hanno dato fiducia a International Media Holding, società nata con l’obiettivo di dare a Rcs  una nuova governance nel segno dell’indipendenza, della stabilità e della solidità. Purtroppo i numeri di oggi dicono che l’offerta concorrente è risultata essere prevalente e a Cairo faccio i miei migliori auguri. È tempo ora di pensare al bene dell’azienda che sono certo, con il supporto di tutti i suoi azionisti, saprà raggiungere buoni risultati”.
 
Da parte sua Urbano Cairo ha commentato a MF Milano Finanza: “È stata una bella battaglia. Ce l’abbiamo fatta. Sono numeri importanti. Non me lo immaginavo di arrivare a questa soglia. È davvero tanta roba. Sono contento che si sia riusciti a realizzare un’operazione così importante arrivando a convincere il mercato della bontà del progetto. Evidentemente è stata data fiducia a chi fa questo mestiere e con risultati notevoli nel corso degli anni, sia nel campo dei periodici, sia in quello della tv sia nella pubblicità”.
 
Bonomi, quindi, accetterà la sconfitta e si sfilerà dal capitale di Imh. Gli altri soci della holding (Mediobanca, Diego Della Valle, Pirelli e Unipolsai) sono invece interessati a restare nel capitale del gruppo editoriale e saliranno dal 22,4% a poco meno del 25%, comprando il 2,17% di Rcs  acquistato direttamente sul mercato da Imh. Dopodiché i soci storici di Rcs  decideranno se restare riuniti in Imh oppure se liquidare il veicolo e tenere le loro azioni singolarmente.
 
Entro l’estate, Cairo e i suoi advisor intendono convocare l’assemblea straordinaria della casa editrice proprietaria del Corriere della Sera per avviare il progetto di fusione con Cairo Communication  e soprattutto per definire il ricambio del consiglio d’amministrazione. L’editore piemontese ha già detto che punta a prendere le redini della gestione operativa dell’azienda. E lo potrà fare anche forte di una partecipazione che dovrebbe salire al 61,75% , una volta che trascorsi i cinque giorni a disposizione, presumibilmente i soci che hanno aderito all’opa Imh, trasferiranno le azioni all’opas. Mentre i quattro soci storici non avranno una quota tale da rappresentare la minoranza di blocco
 
C’è poi un 13,48% di capitale che non è stato apportato ad alcuna offerta e che potrebbe a sua volta migrare verso l’offerta di Cairo Communication, sempre che le azioni non siano state comprate negli ultimi giorni. In ogni caso, lo scenario non cambierebbe, anzi. Qualche acquisto importante, infatti, è stato segnato proprio venerdì 15 (è passato di mano lo 0,8% del capitale), quando chi comprava non avrebbe potuto conferire le proprie azioni a nessuna delle due offerte, dando quindi l’idea che l’acquirente potesse avere come obiettivo soltanto quello di costruire una posizione di potere significativo in caso di parità tra le due parti. Da segnalare, infine, il cambio di rotta dell’ultim’ora di un 10% degli asset manager che inizialmente avevano dato il loro appoggio a Bonomi in via informale e che poi hanno invece cambiato idea. Il peso di Intesa Sanpaolo, azionista di Rcs e advisor di Cairo nella vicenda, si è fatto sentire tutto.
 

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