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TUTTOFOOD 2026 inaugurazione

TUTTOFOOD 2026 apre a Milano con numeri record

5.000 brand, 4.000 buyer e un export agroalimentare italiano da 72,5 miliardi

by Redazione
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L’11 maggio TUTTOFOOD Milano 2026 ha alzato il sipario sulla sua edizione più ambiziosa di sempre. Alla Tuttofood Hall in Corso Italia, a Rho Fiera Milano, l’inaugurazione ufficiale ha sancito il consolidamento della manifestazione come unico appuntamento agroalimentare italiano di dimensione e carattere internazionali, riferimento assoluto nel Sud Europa.

Sul palco della cerimonia, alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, è arrivato anche il videomessaggio del ministro delle Imprese Adolfo Urso, che ha ricordato come l’agroalimentare italiano generi un export superiore a 70 miliardi di euro e vanti la leadership mondiale nella produzione DOP e IGP, con circa 900 prodotti certificati che valgono oltre 20 miliardi di valore e 12 miliardi di export. «Il sistema fieristico», ha sottolineato Urso, «resta una leva strategica per l’internazionalizzazione, soprattutto per le piccole imprese».

I numeri di un’edizione da record

TUTTOFOOD 2026 si presenta con dati in forte crescita rispetto alle edizioni precedenti: 5.000 brand espositori (30% esteri, +20%), 4.000 top buyer (+33%) provenienti da Europa, Nord America, Far East, Medio Oriente e America Latina, 85.000 metri quadrati di superficie netta (+15%), distribuiti in 10 padiglioni tematici. Oltre 100.000 visitatori pre-accreditati, 1.200 giornalisti accreditati e 250 convegni ufficiali completano il quadro di una manifestazione che guarda con decisione ai mercati internazionali.

TUTTOFOOD 2026 apre a Milano con numeri record: 5.000 brand, 4.000 buyer e un export agroalimentare italiano da 72,5 miliardi

L’asse Parma-Milano-Colonia

Protagonista dell’inaugurazione anche l’alleanza strategica tra Fiere di Parma e Fiera Milano — rappresentate dai presidenti Franco Mosconi e Carlo Bonomi — consolidata dalla partnership storica con Koelnmesse, organizzatrice di Anuga a Colonia, uno dei saloni agroalimentari più importanti al mondo. «La direttrice Parma-Milano-Colonia», ha dichiarato Mosconi, «abbraccia le due più importanti manifatture dell’Unione Europea e rappresenta un modello di collaborazione sovra-regionale tra pubblico e privato». Un modello che punta a costruire una piattaforma fieristica permanente alternando TUTTOFOOD, in programma di nuovo nel 2028, e CIBUS, che tornerà ogni anno dispari a partire dal 2027.

La sfida dei dazi e la forza del Made in Italy

A fare il punto sullo scenario internazionale è intervenuto Matteo Zoppas, presidente di ICE-Agenzia, che ha evidenziato luci e ombre del momento attuale: se il 2025 ha chiuso con un export agroalimentare record di 72,5 miliardi (+5%), i primi due mesi del 2026 hanno già registrato un calo del 21,9% delle esportazioni verso gli Stati Uniti a causa dei dazi americani. ICE ha risposto mobilitando oltre 200 operatori da 36 Paesi e pianificando 258 iniziative per il 2026 dedicate al food & wine, dall’e-commerce agli accordi con la grande distribuzione internazionale.

Cucina italiana patrimonio UNESCO e Food Manifesto

Tra gli appuntamenti del primo giorno, nel pomeriggio si è tenuto il primo Forum Internazionale della Cucina Italiana, dedicato al ruolo della gastronomia tricolore — riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO — come strumento di diplomazia culturale e soft power del Paese. In questa occasione, l’amministratore delegato di Fiere di Parma Antonio Cellie ha presentato ufficialmente il Food Manifesto, la Carta dei Valori del futuro del Cibo, ispirata ai principi di sostenibilità, salute e accessibilità che animano il meglio del Made in Italy agroalimentare.

Le Indicazioni Geografiche europee debuttano in fiera

Novità assoluta di questa edizione: per la prima volta in una fiera agroalimentare globale, le Indicazioni Geografiche europee hanno una presenza espositiva dedicata. Un segnale forte del posizionamento di TUTTOFOOD come piattaforma non solo italiana ma continentale, in grado di portare le eccellenze dei territori europei davanti a buyer e operatori di tutto il mondo.

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