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Conferenza Roma Pride

ROMA PRIDE 2026: la conferenza stampa

Levante, Margherita Vicario e Francesca Michielin presentano il concerto evento “Amiche del Roma Pride” in attesa della Grande Parata

by Redazione
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Si è tenuta venerdì 19 giugno presso il Nhow Roma Vittorio Veneto la conferenza stampa del Roma Pride 2026, con la presenza delle tre Ambassador: Levante, Margherita Vicario e Francesca Michielin. Per la prima volta il Roma Pride supera il tradizionale concetto di madrina introducendo la figura delle Ambassador, rafforzando il valore del lavoro di squadra e dell’azione collettiva, principi da sempre centrali per la manifestazione.

Anche per questo motivo le tre Ambassador hanno, oltre a partecipare agli eventi del Roma Pride 2026, hanno scelto di associare il proprio nome e la propria immagine ad altri tre progetti sociali promossi dal Circolo di Cultura Omossessuale Mario Mieli.

Margherita Vicario ha inaugurato la decima edizione della Pride Croisette (28 maggio – 20 giugno 2026) e la sua “Canzoncina” è stata scelta come sigla inno della kermesse. L’artista ha inoltre deciso di collaborare con l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzari Spallanzani. Il progetto offre accesso alla PrEP, la terapia preventiva che protegge dall’HIV, oltre a test gratuiti, anonimi e rapidi per le infezioni sessualmente trasmissibili.

Levante ha deciso di sostenere Casa di Ornella – Casa di semi-autonomia per persone transgender, contribuendo a trasformare una situazione di fragilità in una nuova opportunità di vita, insieme al Circolo Mario mieli e a Libellula Italia APS.

Francesca Michielin, invece, sosterrà Welcome 4 Rainbow – Centro di Antidiscriminazione LGBTQIA+ contribuendo a costruire una rete di supporto che non lascia indietro nessuno.

ROMA PRIDE 2026, in conferenza stampa, Levante, Margherita Vicario e Francesca Michielin. il 19 giugno il concerto evento “Amiche del Roma Pride” e il 20 la Grande Parata

Attraverso questi tre progetti, le Ambassadors del Roma Pride 2026 scelgono di dare voce a temi fondamentali per la comunità LGBTQIA+: il diritto all’abitare e all’autonomia, il diritto alla salute e alla prevenzione, il contrasto alle discriminazioni e l’accesso a strumenti concreti di sostegno.

Il 19 sera, insieme a Sarah Toscano, Malika Ayane e Alexia, le Ambassador saranno protagoniste di “Amiche del Roma Pride”, il grande concerto evento all’Atlantico Live, inaugurando il weekend del trentaduesimo Roma Pride.

Il 20 giugno, Francesca Michielin e Levante sfileranno insieme alla comunità durante la parata, portando un messaggio di diritti, libertà e autodeterminazione. La parata partirà da Piazza della Repubblica e, attraversando il cuore della Capitale, si concluderà al villaggio della Pride Croisette, alle Terme di Caracalla, con una festa gratuita e aperta a tutti fino all’alba. In contemporanea anche l’afterparty “Unicorn – The Dark side” al Qube di Roma.

La collaborazione tra Roma Pride e le tre artiste Ambassador non si esaurirà con la parata, ma proseguirà nel tempo attraverso il sostegno concreto ai progetti che hanno scelto di affiancare.

Lo slogan di questa edizione del Roma Pride – «La Repubblica è di chi la abita», scelto in occasione degli 80 anni della Repubblica italiana – sintetizza un messaggio politico preciso. «La comunità Lgbtqia+ non è compresa all’interno dell’alveo dei diritti di questo Paese. Non abbiamo le stesse dignità, la stessa uguaglianza, e questo per noi è una ferita aperta», ha dichiarato Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride e presidente del Circolo Mario Mieli. «I diritti non sono mai conquistati per sempre: è necessaria una mobilitazione comune.»

Levante ha dichiarato: «Ho sempre la sensazione che la comunità Lgbtqia+ soffra di una sorta di geolocalizzazione, come se al di fuori di contesti importanti come Roma e Milano fosse invisibile al resto del Paese». Francesca Michielin ha aggiunto: «Credo che dovremmo forse smetterla con il termine inclusione, che suggerisce una visione normocentrica, come se ci fosse qualcuno che ha deciso “ah sì, ti accetto lo stesso”: noi conviviamo nella diversità».

Anche l’associazione ebraica Lgbtq+ Keshet Italia sfilerà in parata, grazie alla mediazione del sindaco Gualtieri, in uno spezzone a piedi. Vale la pena ricordare il nodo politico che aveva generato lo strappo: il manifesto 2026 condanna «il genocidio in corso a Gaza ad opera dello Stato di Israele» e chi partecipa con un carro è tenuto a sottoscriverlo integralmente.
In merito poi alle recenti esternazioni del generale Vannacci sulla comunità, la condanna per contenuti ritenuti fuorvianti e violenti che possono attecchire in contesti più fragili è stata espressa tanto dalle ambassador quanto dagli organizzatori, sottolineando la necessità di combattere sempre odio e ignoranza.

La location che ha ospitato la conferenza stampa si è vestita dei colori dell’arcobaleno per il Roma Pride 2026. Nhow Roma, l’hotel lifestyle più irriverente della Capitale firmato nhow Hotels & Resorts, conferma il proprio impegno verso inclusività ed espressione individuale diventando Main Partner Roma Pride 2026. Situato in Corso d’Italia 1, tra Villa Borghese e Via Veneto, si distingue come hub creativo dove arte e design si incontrano in un dialogo contemporaneo tra sacro e profano, offrendo un’esperienza immersiva e fuori dagli schemi.

Con il suo concept “New Old Times”, una reinterpretazione pop e irriverente dell’Antica Roma, l’hotel afferma il suo posizionamento come palcoscenico di riferimento per la celebrazione di questa manifestazione.

 

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