Biagio Maimone ha affermato : “Accetto questa nuova sfida con onore, con il profondo desiderio di contribuire a creare una Rete che guardi all’anima dei popoli, alle loro radici spirituali e alla possibilità di costruire ponti di fratellanza.
Monsignor Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, Sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo, ha inviato, in occasione della quarantaseiesima Giornata Mondiale del Turismo, che sarà celebrata il 27 settembre 2025, il cui tema sarà “Turismo e trasformazione sostenibile”, un messaggio mediante cui sottolinea che la bellezza del creato e il patrimonio culturale dell’umanità educano tutti noi a leggere i segni della sapienza di Dio.
In tale prospettiva anche il turismo diventa occasione di crescita, di incontro e di reciproca conoscenza. Difatti, mentre arricchisce le relazioni tra i popoli, l’esperienza del viaggio invita ciascuno a prendersi cura della casa comune, che è il mondo e la sua natura.
L’organizzazione Mondiale del Turismo ha scelto il binomio “Turismo e trasformazione sostenibile” per la prossima Giornata Mondiale del Turismo, ritenendo che il turismo possa guardare lontano e cogliere, nel contempo, la magnificenza dei contenuti dell’Enciclica “Laudato sì” di Papa di Papa Francesco, soprattutto dove si afferma: «La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale» . Il Turismo Religioso accoglie tale istanza e la fa propria, con l’intento di diffonderla per migliorare la vita umana. Nel contempo ritiene doveroso valorizzare i patrimoni storici e religiosi, ossia quei luoghi che ospitano chiese, siti di pellegrinaggio e monumenti risalenti a centinaia o addirittura a migliaia di anni fa.
Solidarietà, Sostenibilità e Spiritualità: è questa la trilogia del futuro dell’umanità.
L’Italia è una nazione che pone in evidenza la sua religiosità mediante innumerevoli chiese, monumenti, cattedrali, percorsi spirituali, processioni e ricorrenze, presenti in ogni regione e in ogni paese, anche di piccole dimensioni.
L’Italia è una nazione che richiama milioni di turisti per le sue bellezze, per la sua storia, per la sua religiosità espressa ovunque.
Le nostre Chiese, gli affreschi, le sculture ed ogni altra opera, a cui i nostri artisti hanno dato vita, da sempre, sono espressione di un vigoroso sentimento di fede diffuso nella popolazione.
Anche le opere letterarie di eminenti scrittori, come Alessandro Manzoni, sono testimonianza di profonda fede cristiana. Le nostre città irradiano una cultura religiosa forte e vigorosa e, per tale motivazione, l’Italia costituisce un baluardo prezioso per la diffusione del turismo religioso che può accedere ai preziosi tesori che la fede cristiana ha disseminato nei suoi territori.
Possiamo definire il turismo religioso con il termine “Turismo dell’Anima“, in quanto veicola la cultura della bellezza, dello spirito e dei valori profondamente morali ed estetici nel contempo.
Pertanto l’Italia è il Paese che più di tutti gli altri può sviluppare il turismo religioso per essere espressione della cultura della bellezza artistica che esprime i valori depositati nell’animo umano, che si collegano ai valori espressamente spirituali della fede cristiana.
Favorire questa forma di turismo significa avvicinarsi alla bellezza che Dio ci ha regalato, che manifesta la sua presenza e la sua impronta sulla terra, in quanto essa consente l’incontro con la spiritualità di coloro che a tale forma di turismo partecipano.
Papa Francesco nell’enciclica “Laudato Si” poneva in luce l’incontro con la natura come momento altamente spirituale in quanto capace di cogliere in essa la presenza di Dio e Papa Leona XIV quando parla di missione affronta l’importanza dell’impegno concreto a favore dell’uomo, che è anche impegno a favore del suo habitat.
Mi ispiro alla Chiesa del dialogo di Papa Francesco e alla Chiesa missionaria di Papa Leone XIV per dar corso al mio impegno a favore del turismo religioso. Colgo l’esistenza di un nesso profondo tra il turismo religioso e il dialogo, tra il turismo religioso e la missione a cui esso dà vita, che è di natura altamente spirituale ed altamente umanitaria per essere protesa verso la salvaguardia del valore della sostenibilità che, in quanto cura di ciò che ci è stato donato, ci consente di trasmetterlo alle generazioni future.
Dobbiamo impegnarci e mettere in moto le nostre energie migliori, quelle che vivono nel nostro mondo interno, che abitano gli spazi profondi della nostra spiritualità.
In tale accezione per me assume un significato profondo parlare di turismo religioso, in quanto esso diviene altruismo, ossia volontà di offrire benessere a tutti.
Il turismo religioso diventa, pertanto, un turismo solidale, che ci sprona a metterci in cammino per migliorare i territori umani e porli al servizio dell’essere umano.
Grandiosi sono i frutti che può generare il turismo religioso.
Innanzitutto il turismo religioso diviene il turismo che genera la pace e la fratellanza umana, che genera il dialogo e crea relazioni profonde, molto autentiche in quanto pervase dal senso della spiritualità e dell’amore fraterno e favorisce l’incontro con Dio e ci fa tendere le mani verso il cielo osservando i luoghi in cui si respira la sua presenza.
Ma non solo, Il Turismo Religioso può favorire la crescita di una nuova forma di economia che può generarsi attraverso la creazione di itinerari in località finora poco esplorate, come lo sono alcune zone d’Italia ricche di storia e di cultura religiosa.
Aprendo nuove strutture ricettive per accogliere turisti provenienti da ogni parte del mondo genera occupazione”.