Il 2024 è stato un anno di svolta per il Gruppo Renault, con una crescita globale delle vendite pari all’1,3% e oltre 2,2 milioni di veicoli immatricolati. Un risultato trainato da un’ambiziosa strategia di valore e da ben dieci nuovi lanci, tra cui spiccano modelli chiave come Renault 5 E-Tech Electric e Scenic E-Tech Electric. Anche in Europa i numeri parlano chiaro: +3,5% nelle vendite, il doppio rispetto alla media del mercato. La transizione verso l’elettrificazione avanza, con un veicolo su tre ormai elettrificato.
In questo scenario in forte evoluzione, abbiamo intervistato Daniele Romano, Head of Marketing & Communication di Renault Group, per comprendere meglio le leve del successo e le prossime sfide che attendono il Gruppo nel 2025.
Come si è chiuso il 2024 per Renault e quali sono le aspettative e i progetti per questo 2025?
Il Gruppo Renault nel 2024 ha vissuto un anno storico. Il brand Renault si è classificato al quarto posto nella classifica delle immatricolazioni e al secondo posto per quanto riguarda tutta la gamma dei veicoli elettrificati, trainati in particolare dalla parte ibrida ma anche dalla gamma full electric.
In generale, quest’anno cambia un po’ lo scenario: mentre nel 2024 abbiamo lanciato sei vetture, nel 2025 ci saranno meno lanci e ci concentreremo di più sul consolidare quanto fatto, puntando ad aumentare i volumi. Tra le grandi novità prodotto di quest’anno ci sono il restyling di Austral ed Espace, previsto tra giugno e settembre, e il lancio della nuova Renault 4, grande icona degli anni ’60.
Il mercato automobilistico sta vivendo una fase cruciale, fatta di cambiamenti e nette modifiche di prospettive…
Al giorno d’oggi è molto importante distinguersi dagli altri ed evitare di essere percepiti come pure “commodities”. Per farlo, serve un brand forte, riconoscibile, con un legame autentico con le persone.
La grande sfida è quindi essere flessibili, trasformarsi rapidamente e riuscire a rispondere alla “gara” tecnologica in atto.
Dal boom elettrico alla strategia di marca: l’anno d’oro di Renault. Intervista esclusiva a Daniele Romano, Communication & Marketing Manager di Renault Group
Il brand Renault è infatti un marchio iconico: dal punto di vista comunicativo, come si concilia il racconto di una tradizione da valorizzare e di un marchio storico, con quello delle novità da cavalcare di cui parli?
Renault, dal 2020, ha intrapreso una profonda trasformazione. Ma è sempre stato un brand vicino alle persone.
Siamo stati i primi a comunicare mettendo al centro, prima dell’auto, le persone. E non solo nella comunicazione: anche nella progettazione abbiamo ideato prodotti che hanno dato vita a nuovi segmenti. È il caso della Scenic, dell’Espace, della Twingo. Le monovolume, di fatto, sono state un’invenzione pensata per le persone.
Da qui è nato il concetto delle voitures à vivre, le vetture da vivere. Non è solo uno slogan, ma una filosofia che considera l’auto non come oggetto di culto, bensì come mezzo per vivere gli spazi, l’ambiente, la vita, esplorando i luoghi.
Il mio Direttore Generale dice sempre che “non connettiamo luoghi, ma persone”. La connessione diventa quindi centrale.
Quali sono le specificità nel settore automotive per fare dello storytelling?
In passato ci siamo concentrati soprattutto su volumi, obiettivi e performance. Oggi, come dicevo, è fondamentale adattarsi e costruire un brand.
Per differenziarsi serve un legame emotivo. Senza emozione non si genera desiderio. È lo stesso principio che vale nel mondo del lusso.
Un altro aspetto interessante che Renault ha messo in atto è quello di non adattare semplicemente le vetture al contesto, ma di ripensare l’organizzazione stessa: per esempio, con la creazione di due business unit distinte per affrontare la sfida dell’elettrico.
Inoltre, dato che in Italia la prima motivazione d’acquisto è il design, partiamo proprio da lì. Il design è il primo aggancio emotivo, che può diventare una vera “scorciatoia emozionale”. È il caso della Renault 5 e della Renault 4: auto proiettate nel futuro, ma capaci di evocare subito ricordi gloriosi, parlando sia alle nuove generazioni che a quelle passate.
La frontiera dell’elettrico è la sfida più attuale e impegnativa nel settore automotive, e Renault è stata tra i pionieri per quanto riguarda il concetto di “democratizzazione” dell’auto elettrica. In che modo il brand vuole continuare a operare per attuare una rivoluzione concreta e vincere questa scommessa?
L’Europa si è data degli obiettivi precisi: dal 2035, produzione e vendita solo di vetture elettriche. È un vincolo che nessun’altra industria si è imposta.
Quando si introduce una nuova tecnologia che impatta l’intera catena del valore, è chiaro che i tempi di adattamento non sono immediati.
Per questo Renault ha scelto di riorganizzarsi profondamente, dividendo l’azienda in modo diverso e creando due business unit distinte, per affrontare in modo più mirato la transizione.
Concludiamo guardando al futuro: quali sono i progetti futuri del Gruppo Renault?
Il futuro resta ancorato al piano Renaulution, lanciato nel 2020 da Luca De Meo, che prosegue e si rinnova ogni anno. Continueremo a lavorare sulle nostre icone: abbiamo lanciato Renault 5, quest’anno arriva Renault 4, poi sarà la volta della nuova Twingo… In sintesi, continueremo a percorrere la strada tracciata, con coerenza e visione.