Si è svolta lo scorso 18 giugno, in una sala Aranciera colma di pubblico, la presentazione ufficiale della Serra della Biodiversità Tropicale, uno spazio espositivo all’interno del giardino trasteverino che ha dato il via ad un importante progetto di collaborazione tra l’Orto Botanico di Roma e la Antoniodeluca Farms, azienda leader nella produzione e distribuzione di piante tropicali. Si tratta di una collaborazione sinergica tra pubblico e privato finalizzata a creare uno spazio di ricerca, cultura, tutela e divulgazione della biodiversità e, in particolar modo, delle piante tropicali.
La Serra della Biodiversità Tropicale, infatti, ospiterà specie ornamentali, medicinali e di interesse industriale, con aggiornamenti periodici grazie all’introduzione di nuove varietà, alcune delle quali saranno donate alle collezioni permanenti dell’Orto Botanico.
Già in occasione della presentazione, infatti, hanno trovato dimora, nell’area alle spalle dell’incantevole Fontana dei Tritoni, alcune specie rare di palme tropicali. Altre verranno aggiunte nel tempo creando così una vera e propria oasi della biodiversità tropicale.
L’Orto Botanico accoglie la Serra della Biodiversità Tropicale, un progetto ambizioso, frutto della collaborazione tra Orto Botanico e Antoniodeluca Farms
“Gli Orti Botanici sono strutture di grande importanza perché sono luoghi in cui fare ricerca e cultura. – ha spiegato durante la conferenza stampa Fabio Attorre, direttore dell’Orto Botanico – Questa idea però di Orto Botanico fa un po’ fatica a radicarsi in Italia per questioni culturali. Siamo un po’ rimasti all’idea di un giardino botanico ma senza particolare forza, anche finanziaria. L’Orto Botanico di Londra, che per noi è un punto di riferimento, ha un budget di 75 milioni l’anno e ben mille dipendenti di cui 200 impiegati nella ricerca. Noi siamo, adesso, intorno ai 2 milioni di budget annuali e 20 dipendenti. Il divario è enorme. Per cercare di far rivivere questo Orto Botanico, le strategie che abbiamo messo in atto in questi anni comprendono delle partnership con il privato”.
“Abbiamo trovato delle aziende che si sono appassionate agli obiettivi dell’Orto Botanico e ci hanno aiutato a crescere. Qualche mese fa ho incontrato Augusto De Luca e, dopo lunghe chiacchierate, ho visto in lui una persona appassionata che nasce in questo mondo, specializzato in piante tropicali, piante rare e, soprattutto, le palme, specie per noi sono molto care fin dai tempi del primo direttore dell’Orto, Pietro Pirotta”.
L’obiettivo del partenariato tra pubblico e privato nasce non solo dall’esigenza di ampliare le collezioni all’interno del giardino trasteverino ma anche di creare nuove opportunità di studio e di ricerca. I cambiamenti climatici in atto, infatti, stanno via via trasformando l’Italia in un paese sub tropicale. Veder crescere, dunque, tra le mura dell’Orto Botanico, un’ampia e variegata collezione di palme, piante tipiche di quelle zone del mondo, darà l’opportunità di osservare da vicino la loro adattabilità al clima romano. Non solo. Un altro obiettivo del direttore Attorre è “creare opportunità di lavoro per i nostri giovani. Temi come cambiamento climatico, conservazione della biodiversità, della natura, sono molto importanti e avere ragazzi giovani che si appassionano a queste cose e decidono di rimanere a lavorare a Roma senza espatriare, per noi è fondamentale”.
Cuore del progetto, dunque, è la creazione di una piattaforma permanente scientifica, espositiva e didattica che darà nuove opportunità di studio e ricerca sulle piante tropicali con particolare attenzione al loro ruolo nella mitigazione dell’inquinamento ambientale.