Home MARKETING “Internet e democrazia”: il Prof. Giuseppe De Rita discute del web e dei problemi nel suo utilizzo

“Internet e democrazia”: il Prof. Giuseppe De Rita discute del web e dei problemi nel suo utilizzo

by Redazione
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Si è svolto ieri l’incontro “Internet e Democrazia” organizzato dall’AICT, dall’INFORAV e dal CDTI di Roma, in cui il Prof. Ruben Razzante, docente di diritto dell’informazione e della comunicazione presso l’Università del Sacro Cuore di Milano e alla Lumsa di Roma, ha tenuto un dibattito con il Prof. Giuseppe De Rita, Presidente del CENSIS. Il tema trattato è, com’è facile capire, di particolare rilevanza dato l’attuale momento storico. Nonostante al giorno d’oggi sia abbastanza difficile da credere, in Italia l’accesso a internet non è ancora per tutti, e il problema non riguarda solo la questione della banda larga. 

 
Com’è stato sottolineato all’inizio della tavola rotonda, l’ultimo Rapporto del CENSIS, presentato lo scorso 4 dicembre, ha evidenziato sì una familiarità crescente tra gli italiani e l’utilizzo di internet, ma questa familiarità sembra venire meno nell’ambito delle pubbliche amministrazioni. Sembra inoltre evidente come i nostri “ritardi” nel progresso e in un uso consapevole della tecnologia e di internet siano tra le cause della lenta (quasi stabile in realtà) ripresa economica.
 
Il prof. De Rita, di fronte a queste tematiche, ha in realtà mostrato un atteggiamento piuttosto cauto e scettico nei confronti della “macchina internet”. Pur non negando la fondamentale innovazione che l’avvento del web ha costituito per il mondo di oggi, De Rita ha più volte sottolineato come internet sia una “prateria della ferocia”, dove l’onnipresente possibilità di connessione porta in realtà “alla disconnessione sociale”. Il problema di oggi sembra essere un’inarrestabile “corsa alla disintermediazione, una ricerca di un rapporto diretto tra il singolo utente e la grande macchina centralizzata (problema che riguarda anche la pubblica amministrazione) che però non permette il dialogo”. La questione della banda larga non è per il Presidente del CENSIS uno dei problemi più urgenti perché “creare ulteriore capacità di elaborazione dei dati non serve se non la si può mettere a disposizione della comunità e se la domanda è scarsa”.
 
De Rita ha guardato poi, con medesima preoccupazione, alla possibilità di reperire informazioni tramite il web. L’informazione è ovviamente importante ma essa “non è conoscenza. Tipico dell’Italia di oggi è accontentarsi dell’informazione, della cronaca, ma essa non è riflessione, non è comprensione dei processi retrostanti. La conoscenza è fondamentale, e va ricordato che essa è sempre interpretazione. Questo atteggiamento è riscontrabile anche in alcuni movimenti politici (come quello dei 5 Stelle), perché perdere la conoscenza per l’informazione non permette poi dialettica”. Anche qui, il problema principale è “il flusso di disintermediazione del web”.
 
Alla domanda se, allora, è da preferire l’informazione dei canali “tradizionali” (tv e stampa) a quella di internet, De Rita ha risposto di preferire la prima perché si hanno “dei direttori, dei proprietari. C’è, dietro quei canali, una responsabilità che ha un nome e un cognome. È meno pericolosa la moltiplicazione delle reti guidate da alcuni ‘padroni’ perché le innovazioni che vanno con le gambe degli uomini sono controllabili”. 
 
Dunque “quello che occorre è un processo di impasto lento. Pensare a una Carta dei diritti di Internet è sicuramente utile, ma poi? Chi controlla chi accede a internet e dà informazioni? Ciascuno può quindi entrare in rete senza filtri intermedi? La dialettica e il controllo (nel senso di arbitraggio) sono elementi che non devono mancare nelle innovazioni”.

Lucia Mancini

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