Home MARKETING Epic fail della pubblicità “femminicida” per un paio di scarpe di Eredi Corazza, il web insorge

Epic fail della pubblicità “femminicida” per un paio di scarpe di Eredi Corazza, il web insorge

by Redazione
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Un paio di scarpe indossate da una donna che sembra essere stata stuprata e uccisa, o comunque malmenata, fa infuriare il web. L’epic fail pubblicitario del secolo appartiene a Eredi Corazza, distributori di abbigliamento e accesori di design, colpevoli di aver selezionato per una campagna social un’immagine completamente inadeguata e violenta, soprattutto in questi tempi amari in cui la violenza sulle donne è più che mai di stringente attualità.

Su Giornalettismo, Boris Sollazzo scrive: "La rete, ovviamente, è esplosa in un moto di indignazione unanime, denunciando la vergognosa campagna pubblicitaria, intravedendovi non solo un epic fail ma il segnale preoccupante di un pensiero dominante maschilista che relega la donna a oggetto dell’immaginario malato e patologico di molti uomini. Uomini che però, in gran parte, va detto, hanno reagito con forza a quella fotografia offensiva".

E ancora: "l’unica reazione è arrivata dalla casa produttrice delle scarpe (bruttine peraltro, va detto), la Ixos, che nel thread infinito che si è creato sotto l’immagine postata, ha lungamente spiegato come non c’entrasse nulla con ciò che era accaduto e che si dissociava da quella strategia comunicativa di cui mai era venuta a conoscenza e che non aveva approvato.
La Eredi Corazza srl, invece, non parla. Non si scusa. Non cancella, né corregge. L’azienda, che nella presentazione su internet si definisce come centro di vendita di “articoli di design: borse, scarpe, accessori, brand di tendenza: A.S.98, Ixos, Malloni, Dansko, Vic Matie, Audley, Lemarè”, peggiora la situazione che la vede al centro di un attacco (giustificatissimo) senza molti precedenti. E, come è possibile vedere dal post, continua, senza sosta, la richiesta degli utenti di togliere quella foto ignobile e scusarsi". Vista la mole di critiche piovute dagli internauti, insomma, delle semplici scuse potrebbero non essere sufficienti.
 

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