Il Tribunale di Milano ha assolto Chiara Ferragni, l’imprenditrice digitale e influencer italiana tra le più seguite al mondo, nel processo noto come Pandoro Gate, che l’aveva vista imputata per truffa aggravata connessa alla commercializzazione dei prodotti promossi come iniziative benefiche. La sentenza è arrivata mercoledì 14 gennaio 2026, chiudendo formalmente una vicenda giudiziaria che per oltre due anni ha dominato cronache nazionali e internazionali.
Nel corso del procedimento con rito abbreviato – noto per essere più rapido rispetto al processo ordinario – Ferragni era stata accusata dai pubblici ministeri di aver ingannato i consumatori presentando la vendita del Pandoro Balocco “Pink Christmas” e delle Uova di Pasqua “Chiara Ferragni – Sosteniamo i Bambini delle Fate” come strettamente legate a donazioni di beneficenza, quando tale collegamento non sarebbe stato così diretto o chiaro. La Procura aveva chiesto una condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione per la truffa aggravata, sottolineando l’effetto persuasivo delle sue campagne sui social media e l’uso amplificato delle piattaforme digitali per promuovere i prodotti.
Secondo la motivazione del giudice Ilio Mannucci Pacini, la truffa aggravata non è stata configurata pienamente nel caso di Ferragni: l’aggravante legata all’uso del mezzo informatico è venuta meno, e la querela necessaria per procedere con una truffa semplice non è stata mantenuta, tanto che il caso si è chiuso per motivi di improcedibilità. In pratica, la sanzione maggiore (la truffa aggravata) non è stata ritenuta applicabile e, non essendo più perseguibile senza querela, la posizione dell’influencer è stata dichiarata estinta.
Chiara Ferragni assolta nel “Pandoro Gate”: il Tribunale di Milano chiude una lunga vicenda giudiziaria che ha diviso l’opinione pubblica tra accuse di truffa e difesa di buona fede
È emerso anche come Ferragni, in precedenti fasi amministrative della vicenda, avesse proceduto al versamento di circa 3,4 milioni di euro tra risarcimenti alle parti civili e donazioni, chiudendo così alcuni fronti legali correlati alle iniziative incriminate.
Al di là della motivazione giuridica, l’assoluzione apre un dibattito più ampio sul ruolo degli influencer nelle attività promozionali e nel brand storytelling con finalità sociali: il confine tra pubblicità, sostegno a cause benefiche e trasparenza comunicativa digitale è diventato un tema sempre più stringente nel diritto della pubblicità e nella tutela del consumatore nell’era dei social network.
Ferragni stessa, alla lettura della sentenza, ha espresso sollievo e gratitudine: “È la fine di un incubo”, ha dichiarato, ringraziando i suoi legali e i follower che le sono stati vicini.
Pandoro Gate – Timeline del caso Chiara Ferragni
Fase 1 – L’operazione commerciale e la comunicazione solidale
Chiara Ferragni presta il proprio brand a una serie di prodotti alimentari (pandoro e uova di Pasqua) presentati al pubblico con un forte richiamo a finalità benefiche. La comunicazione sui social enfatizza il sostegno a cause solidali, facendo leva sulla reputazione dell’influencer e sulla sua capacità di mobilitare milioni di follower.
Fase 2 – Le prime segnalazioni e l’intervento dell’Autorità
Emergono dubbi sulla chiarezza del messaggio promozionale: secondo le contestazioni, il legame tra acquisto del prodotto e donazione non sarebbe stato sufficientemente esplicitato. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato interviene sanzionando le società coinvolte per pratica commerciale scorretta, dando al caso un’enorme risonanza mediatica.
Fase 3 – L’apertura dell’indagine penale
La vicenda amministrativa si trasforma in un procedimento penale. L’accusa ipotizza il reato di truffa aggravata, ritenendo che la comunicazione digitale abbia indotto in errore i consumatori. Il caso diventa emblematico del rapporto tra influencer marketing, beneficenza e trasparenza.
Fase 4 – I risarcimenti e le donazioni
Nel corso del procedimento, Ferragni effettua versamenti economici significativi tra risarcimenti e donazioni, chiudendo alcune pendenze e rafforzando la linea difensiva basata sull’assenza di dolo e sull’intento non fraudolento dell’operazione.
Fase 5 – Il processo e la sentenza
Il procedimento si conclude con l’assoluzione per improcedibilità, a seguito del venir meno dell’ipotesi di truffa aggravata. Cade così il fulcro dell’accusa penale, ponendo fine alla vicenda giudiziaria.
Fase 6 – Le conseguenze pubbliche e culturali
Pur chiudendosi sul piano giudiziario, il Pandoro Gate lascia un segno profondo nel dibattito pubblico: diventa un caso di studio sulla responsabilità comunicativa degli influencer, sulla distinzione tra marketing e beneficenza e sulla necessità di regole più stringenti nella pubblicità digitale.
ElPa.