L’estate è da sempre il momento in cui le persone tendono a pianificare la pausa più attesa dell’anno: tra la fine della scuola, il calo dei ritmi lavorativi e la voglia di staccare, luglio e agosto diventano il teatro di grandi spostamenti. Ma proprio questo periodo porta con sé anche i classici disagi: traffico intenso, prezzi alle stelle e destinazioni sovraffollate, che rischiano di compromettere la qualità stessa della vacanza.
Soprattutto la questione del sovraffollamento crescente spinge sempre più viaggiatori a riflettere su come vivere il turismo in modo diverso, più responsabile e sostenibile. Come possiamo infatti godere del relax e della scoperta senza contribuire a danneggiare l’ambiente e le comunità locali? E se il concetto di vacanza sostenibile è ormai al centro del dibattito sul turismo, in quanti sono realmente disposti a cambiare abitudini per un viaggio più consapevole?
Per rispondere a queste domande, HomeExchange, con il supporto di Metrica Ricerche, ha realizzato un’indagine[1] su un campione di oltre 1.000 italiani, con l’obiettivo di sondare il loro interesse verso la sostenibilità nella scelta delle vacanze. Di seguito, i risultati chiave di questo studio che racconta quanto la sostenibilità stia entrando, o meno, nelle decisioni dei viaggiatori di oggi.
Quanto conta la sostenibilità nelle scelte di viaggio?
La sensibilità degli italiani verso il tema della sostenibilità nella pianificazione dei viaggi è in crescita: il 53% la considera abbastanza importante, mentre il 21% la giudica una priorità. Un segnale incoraggiante, anche se affiancato da un elemento meno rassicurante: il 20% del campione, infatti, tende a minimizzarne il valore. Un dato particolarmente interessante emerge analizzando le differenze generazionali: nella fascia 25-34 anni, quella dei cosiddetti Millennials, la percentuale di chi considera la sostenibilità poco importante sale al 26%, il valore più alto registrato tra tutte le fasce d’età.
Turismo Green: le aspirazioni e gli ostacoli degli italiani. Secondo una ricerca di HomeExchange circa 3 italiani su 4 considerano la sostenibilità un fattore importante nella pianificazione di un viaggio
Azione collettiva o scelta individuale?
Il dibattito sulla sostenibilità spesso si trasforma in un ping-pong di responsabilità tra individui e istituzioni. Da una parte c’è chi crede che siano le scelte personali a dover guidare il cambiamento, dall’altra chi pensa che siano necessarie modifiche strutturali affinché i comportamenti sostenibili dei singoli possano davvero fare la differenza. Un dato interessante riguarda la fascia over 65, dove il 32% ritiene che le azioni individuali abbiano un impatto significativo, mentre tra gli intervistati di età compresa tra i 25 e i 34 anni questa percentuale scende al 20%. In questa fascia, il 51% ritiene che le azioni individuali non siano da sole sufficienti a generare un cambiamento reale, una percezione condivisa anche dalla Gen Z (18-24), che raggiunge il 53%.
Gli italiani scelgono la praticità: meno plastica e più riuso
Se è vero che gli intervistati non sono tutti d’accordo sull’importanza della sostenibilità, molti di loro adottano già comportamenti che possiamo definire sostenibili. In particolare, il 42% riduce il consumo di plastica durante i viaggi, mentre il 35% porta con sé oggetti riutilizzabili, come la classica borsa in tela o la praticissima borraccia. Un altro 31% preferisce mezzi di trasporto più sostenibili, come treno, bus o carpooling. Infine, un buon 23% opta per destinazioni più vicine a casa, un concetto molto caro a HomeExchange.
Gli ostacoli del viaggiare sostenibile
Ovviamente, se così tante persone ancora non pensano di poter o voler viaggiare in modo sostenibile, dei motivi ci saranno. Secondo gli intervistati del questionario, le principali difficoltà incontrate nel tentativo di prenotare opzioni di viaggio sostenibili sono state le seguenti: per il 52% di loro, il problema principale è rappresentato dai costi troppo elevati. Questa percentuale sale al 56% nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni, dato comprensibile considerando il potere d’acquisto generalmente più limitato.
Al secondo posto tra le difficoltà troviamo la mancanza di informazioni sulle opzioni disponibili: da dove iniziare per organizzare un viaggio green? Su questo aspetto, la fascia over 65 raggiunge la percentuale più alta, con il 41%. In effetti, la difficoltà cresce in modo quasi direttamente proporzionale all’età. Questo potrebbe indicare che l’uso più diffuso dei social media tra i più giovani li espone maggiormente a contenuti e proposte alternative di viaggio, facilitando così una maggiore consapevolezza e contaminazione rispetto alle opzioni più tradizionali.
Quanto siamo disposti a cambiare?
Arriviamo infine alla domanda cruciale: “In che misura saresti disposto a modificare le tue abitudini per scegliere opzioni di viaggio più sostenibili?“ Il 29% degli intervistati ha dichiarato che cambierebbe alcune abitudini, come la scelta del mezzo di trasporto, a condizione che le opzioni rimangano convenienti. Il 36%, invece, ha affermato che sarebbe disposto a farlo, ma senza rinunciare a comfort e flessibilità. Solo l’8% ha risposto che non cambierebbe affatto, una percentuale che cresce tra i 55-64 anni (10%) e tra gli over 65 (13%).
I dati emersi dallo studio confermano che la sostenibilità è un tema sempre più presente nella mente dei viaggiatori, anche se spesso viene percepita come un “extra” e non ancora come una priorità. Il desiderio di cambiare c’è, ma deve fare i conti con ostacoli concreti come i costi più elevati, la mancanza di informazioni chiare e il timore di dover rinunciare al comfort. Tuttavia, è proprio dalla consapevolezza di questi limiti che si può partire per costruire un turismo più accessibile, responsabile e condiviso. In questo contesto, realtà come HomeExchange giocano un ruolo importante, offrendo strumenti e alternative che permettono di viaggiare in modo diverso, senza compromettere l’esperienza o la comodità ma arricchendola con nuovi valori e rispettando le comunità locali.
[1] Nota Metodologica: L’indagine è stata condotta a marzo 2025 tramite interviste CAWI (Computer-Assisted Web Interviewing) rivolte a un campione di uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 75 anni, selezionati attraverso un panel online. Il questionario, della durata di circa 10 minuti, comprendeva circa 25 domande. Il campione è stato stratificato in base alla distribuzione della popolazione italiana, considerando i principali parametri socio-demografici. In totale, sono state raccolte 1.005 interviste valide.