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Spider-Man: Brand New Day

Spider-Man: Brand New Day: Spidey torna sul grande schermo

Il nuovo capitolo della saga Marvel, diretto da Destin Daniel Cretton e con Tom Holland ancora protagonista, racconta un Peter Parker costretto a fare i conti con la solitudine, la perdita e il peso di un sacrificio che nessuno può vedere. Ma senza rinunciare all'ironia che lo ha reso amato in tutto il mondo

by Redazione
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C’è un dettaglio, all’apertura di Spider-Man: Brand New Day, che dice più di mille dialoghi: Peter Parker controlla i social di Ned e MJ, promettendosi ogni volta di non farlo più. È un gesto piccolo, quasi imbarazzante nella sua normalità, eppure racchiude l’anima di questo nuovo film Marvel Studios, in arrivo nelle sale a cinque anni da No Way Home: un supereroe che ha salvato il mondo intero e che, per farlo, ha dovuto sparire dalla vita delle persone che ama di più.

Diretto da Destin Daniel Cretton — che prende il testimone da Jon Watts — Brand New Day è prodotto da Kevin Feige, Amy Pascal, Avi Arad e Rachel O’Connor, su una sceneggiatura firmata da Chris McKenna, Erik Sommers e Justin Kuritzkes. Accanto a Tom Holland tornano Zendaya (MJ) e Jacob Batalon (Ned), mentre si aggiungono al cast Sadie Sink, che regala un’interpretazione intensa e trascinante, Jon Bernthal (Frank Castle/Punisher), Tramell Tillman e Mark Ruffalo, di nuovo nei panni di Bruce Banner.

Un supereroe a tempo pieno, un uomo che si sta perdendo

Il punto di partenza narrativo è tanto semplice quanto spietato: per proteggere il mondo, Peter ha dovuto cancellarsi dalla memoria di chiunque lo conoscesse, compresi MJ e Ned, oggi tornati a New York dopo gli anni al MIT e pronti a iniziare la vita adulta — senza di lui. È la prima volta che il pubblico vede Peter Parker fare Spider-Man a tempo pieno, e Holland lo racconta come un salto definitivo: non più un ragazzo che scopre cosa significhi indossare la maschera, ma un uomo che ne sta pagando il prezzo.

È qui che il film costruisce la sua vera tensione drammatica, quella tra Peter e Spider-Man. Non più due facce della stessa identità che convivono, ma due forze che iniziano a contendersi lo spazio. Come racconta lo stesso Holland, Peter è determinato a “spingere Peter Parker da parte” e lasciare che sia Spider-Man a occupare ogni sua ora — una scelta che genera una pressione capace di innescare una vera e propria metamorfosi. Non solo il mondo ha dimenticato Peter: è Peter stesso a rischiare di dimenticare chi sia, ed è proprio questa la sua paura più grande, perché quell’identità è l’unico filo che ancora lo lega a MJ, a Ned e alla defunta zia May.

Cretton parla apertamente dei pericoli dell’isolamento, e lo fa attraverso le parole di Feige: Peter ha sempre vissuto secondo il celebre motto “da un grande potere derivano grandi responsabilità”, ma in questo film scopre che quella responsabilità non riguarda solo gli altri — riguarda anche il prendersi cura di sé stesso, perché solo così si può essere davvero d’aiuto a chi si ama.

Spider-Man: Brand New Day, quando essere un supereroe non basta più a salvare Peter Parker

Il sacrificio silenzioso di un eroe senza pubblico

Se nei film precedenti il sacrificio di Peter Parker era visibile, quasi spettacolare, in Brand New Day diventa un sacrificio invisibile, quotidiano, non celebrato da nessuno perché nessuno può saperlo. Amy Pascal lo descrive come un personaggio che vive nella convinzione — anzi nella negazione — che il passato sia ormai sepolto, quando in realtà non riesce a lasciarlo andare: continua a controllare MJ e Ned “in continuazione”, pur dicendo a sé stesso di averli lasciati andare.

È un sacrificio che si paga con la salute e con gli affetti, come sottolinea lo stesso Holland: Peter ha fatto la scelta definitiva di proteggere MJ, Ned e il mondo intero, e questo ha un effetto “catastrofico” sulla sua vita personale, persino sul suo fisico. Non è un caso che il film scelga di rappresentare fisicamente questa trasformazione: i sensi di Peter, già acuti, si affinano ulteriormente — non solo sul piano fisico, ma emotivo e istintivo. È un cambiamento che culmina in una sequenza dal forte valore simbolico: dopo aver rivisto MJ baciare il suo nuovo compagno, Peter si addormenta e si risveglia avvolto in un bozzolo di ragnatele, in quello che la produzione ha soprannominato, non senza ironia, il suo “processo di muta” — una metafora, spiega Cretton, delle tante transizioni che si attraversano crescendo.

New York come specchio, non come sfondo

Se c’è un elemento che Brand New Day rimette al centro con particolare cura, è il legame indissolubile tra Spider-Man e New York. Cretton la definisce senza mezzi termini “il motore che alimenta Spider-Man”: nel film, ambientato quattro anni dopo No Way Home, Peter continua a ripulire la città e ad affrontare una galleria di villain storici, convinto che tutto ciò che fa sia per la gente di New York. Ma il vero passaggio, per il regista, è un altro: nel corso del film Peter deve imparare anche a ricevere l’amore della città, non solo a offrirlo.

Il lavoro sulla ricostruzione urbana — girato prevalentemente a Glasgow per la sua struttura viaria a griglia, sorprendentemente affine a quella newyorkese — non è un mero esercizio scenografico: la produzione ha voluto restituire una città vissuta “dall’alto”, fatta di cornicioni, serbatoi idrici e tetti, quello spazio verticale che solo Spider-Man abita davvero, sospeso tra la folla e il cielo. Una scelta che rafforza l’idea di un personaggio che osserva la sua città — e la sua vita — sempre da una distanza di sicurezza.

Un antieroe allo specchio: l’arrivo di Frank Castle

A complicare ulteriormente il percorso di Peter arriva, per la prima volta sul grande schermo, Frank Castle/Punisher, interpretato da Jon Bernthal. Il suo ingresso non è puramente spettacolare: Castle rappresenta per Spider-Man un vero e proprio monito. Come sintetizza Cretton, Frank è “il racconto ammonitore” per Spider-Man — se Peter non impara la lezione e continua a scomparire dentro il proprio lavoro, rischia di trasformarsi esattamente in lui. “Non essere come me”, è in fondo il messaggio che Frank consegna a Peter, in un rapporto che Holland definisce quasi fraterno, costruito sull’amicizia reale tra i due attori.

La leggerezza non abbandona Peter

Eppure, nonostante il peso emotivo che attraversa l’intero film, la produzione insiste su un punto: Brand New Day non perde mai il suo senso dell’umorismo. Peter resta, nelle parole delle note di produzione, “il suo io scapestrato e squattrinato di sempre, con il suo fascino e la sua ironia intatti”. Anche Zendaya conferma che il rapporto tra MJ, Ned e Peter continua a regalare momenti di leggerezza autentica, capaci di far sorridere il pubblico anche nei momenti più delicati.

È in questo equilibrio — tra la fragilità di un ragazzo che rischia di perdere sé stesso e l’energia irriverente del supereroe che tutti conoscono — che Brand New Day sembra voler trovare la propria identità. Come sintetizza il regista Cretton, il vero tema del film non è la crescita di un supereroe, ma quella di un uomo: “Brand New Day racconta Peter che cresce”, ed è proprio in questa maturazione, dolorosa e comica insieme, che il pubblico è chiamato a riconoscersi.

Spider-Man: Brand New Day arriva nelle sale distribuito da Sony Pictures Releasing, con un cast che include anche Michael Mando (Scorpion), Marvin Jones III (Tombstone) e Liza Colón-Zayas.

ElPa.

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