Questa mattina, tra gli arredi eleganti del boutique hotel W Rome, si è svolta la conferenza stampa ufficiale del Roma Pride 2025. A fare gli onori di casa è stato Mario Colamarino, portavoce dell’evento e presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Colamarino ha illustrato i temi principali della manifestazione in programma per domani, delineandone il significato politico e culturale in un momento storico complesso, rispondendo anche alle recenti polemiche sugli sponsor della manifestazione pro-Israele che hanno portato a una spaccatura all’interno del movimento.
Al centro dell’incontro stampa, dunque, non c’è stata solo l’organizzazione logistica del Pride, ma anche le scelte simboliche e i messaggi forti che attraverseranno il corteo. Colamarino ha parlato di una serie di “bufale” circolate in passate e ha precisato che «non abbiamo mai avuto contatti con l’ambasciata di Israele», smentendo la presunta partecipazione ufficiale dello Stato israeliano. Tuttavia, sarà presente una delegazione europea di ebrei LGBTQ+ dell’associazione Keshet Europe, riconoscibile dalla bandiera arcobaleno con la stella di David. “Gli ebrei non devono aver paura di scendere in piazza per il Pride” – ha ribadito il portavoce – sottolineando l’importanza di garantire uno spazio sicuro e visibile per tutte le identità.
Non mancheranno, d’altro canto, come già avvenuto lo scorso anno, bandiere della Palestina. Colamarino ha confermato che alcune sigle pro-Palestina parteciperanno alla parata, anche se non in modo ufficiale. Una presenza che non è casuale ma coerente con una presa di posizione politica chiara: «Dobbiamo riflettere su quanto sta avvenendo in Medio Oriente, un vero e proprio massacro – ha dichiarato – e noi siamo schierati apertamente». Il Roma Pride 2025, dunque, non si limita a celebrare l’orgoglio LGBTQIA+, ma diventa spazio di denuncia e solidarietà, in cui le istanze per i diritti si intrecciano a livello globale.
Roma Pride 2025: “Fuorilegge”, un grido politico tra musica, corpi e rivoluzione. Rose Villain è la madrina della manifestazione
Il cuore della manifestazione sarà il corteo di domani pomeriggio, che prenderà il via alle ore 15 da Piazza della Repubblica, per poi attraversare via Cavour, i Fori Imperiali, e concludersi davanti alle Terme di Caracalla. Ad aprire la sfilata sarà Rose Villain, madrina ufficiale del Pride 2025, con un DJ set dal titolo evocativo: Fuorilegge. La cantante, durante la conferenza stampa, si è detta onorata del suo ruolo, sottolineando il potere salvifico e unificante della musica e l’importanza che i diritti siano davvero di tutti. Oltre quaranta carri animeranno le strade della Capitale, dando voce e visibilità a collettivi, associazioni e realtà impegnate nella difesa dei diritti civili.
Il tema scelto per quest’anno – Fuorilegge – racchiude tutta la tensione politica dell’evento. «Nessuna legge ingiusta ha mai fermato una rivoluzione», recita il manifesto del Pride, che denuncia la condizione di marginalità e oppressione ancora vissuta dalla comunità LGBTQIA+ in Italia e nel mondo. Un messaggio forte, che trasforma la parata in un atto di resistenza collettiva, oltre che in una festa. Una delegazione del Roma Pride, non a caso, sarà presente poi al Pride di Budapest, che si terrà il 28 giugno nonostante i divieti ufficiali del governo Orban.
Il Roma Pride 2025 si preannuncia quindi come una grande mobilitazione culturale e sociale, capace di unire differenze, corpi, storie e lotte. In piazza, domani, ci saranno non solo colori e musica, ma anche il coraggio di prendere posizione, di schierarsi, e di ricordare che la libertà non si chiede: si conquista, insieme.
El.Pa.