Si è spenta a 91 anni Ornella Vanoni, una delle voci più inconfondibili e amate della musica italiana. La cantante è morta venerdì sera a casa sua a Milano per un arresto cardiaco. L’annuncio ha provocato un’ondata di commozione in tutto il Paese, con colleghi, amici, politici e semplici fan che hanno voluto salutare la “signora della canzone” con messaggi di rispetto, affetto e gratitudine.
La camera ardente è stata allestita al Piccolo Teatro di Milano, luogo fortemente simbolico e indissolubilmente legato alla carriera e alla vita dell’artista. Migliaia di persone si sono immediatamente messe in fila per rendere omaggio alla cantante e porgerle l’ultimo saluto, emozionate e riconoscenti per quanto le sue canzoni, la sua scanzonata ironia, la sua libertà, la sua personalità inconfondibile hanno donato loro. I funerali si svolgeranno lunedì pomeriggio alle ore 15 nella chiesa di San Marco: un momento di raccoglimento collettivo per ricordare non solo l’artista, ma la donna libera, ironica e raffinata che era Ornella Vanini.
Una vita sul palcoscenico: dall’amore per il teatro alla consacrazione musicale
Nata a Milano il 22 settembre 1934, Ornella Vanoni cominciò la sua carriera giovanissima, con il teatro. Fu anche attrice al Piccolo Teatro sotto la guida di Giorgio Strehler, a cui attribuiva molto del suo coraggio artistico. Ben presto, però, la sua strada si intrecciò definitivamente con la musica. Con il suo timbro caldo e quel modo di cantare quasi parlato, divenne interprete perfetta della canzone d’autore, ma anche capace di accostamenti col jazz, la bossa nova e il pop.
Tra i suoi brani più celebri si ricordano “Senza fine”, scritta da Gino Paoli, suo grande e travagliato amore, e “L’appuntamento”, che conquistò anche il grande pubblico internazionale, grazie a una sua versione italiana che fu inserita nella colonna sonora del kolossal hollywoodiano Ocean’s Twelve. Nel corso della sua carriera ha pubblicato oltre cento dischi e venduto decine di milioni di copie, lasciando un segno indelebile nel firmamento musicale e culturale italiano e non solo.
Ornella Vanoni, un mito senza fine: addio a un’artista libera che con la voce e i gesti ha saputo disegnare traiettorie immaginifiche nel panorama culturale senza mai perdere leggerezza e ironia
Ma la Vanoni non era solo un’artista: era una donna che non ha mai rinunciato a esprimere la sua complessità. Ironica, sensibile, capace di parlare di amori, fragilità, solitudine, ma anche di rivendicare la sua indipendenza. In diverse occasioni aveva ribadito di essere “una donna libera”, di non essersi mai lasciata «imbrigliare» dalle convenzioni.
Il ricordo, le reazioni, l’eredità
Alla notizia della sua morte, numerosi personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo hanno espresso il loro sgomento. Luciana Littizzetto, sua amica di lunga data, ha scritto: «Tesora mia adorata». Fabio Fazio, che l’aveva spesso ospitata nella trasmissione Che tempo che fa, si è detto «senza parole»: «Non ero pronto».
Proprio durante un’intervento nel programma di Fazio, elegante e spiritosa come sempre, Ornella Vanoni aveva scherzato sulla morte, rivelando ancora una volta il suo spirito disincantato, descrivendo nei dettagli il suo funerale: una bara semplice, la scelta della cremazione, le ceneri da spargere se possibile a Venezia, Paolo Fresu che suona alla cerimonia funebre e un abito di Dior come ultimo vezzo “per fare bella figura”.
L’eredità che lascia è immensa: non solo una discografia ricca e variegata, ma un modello di autenticità per generazioni di artisti. Secondo molti, Ornella Vanoni era più di una cantante: era una testimone culturale, capace di raccontare l’anima italiana con profondità e sincerità.
Con la sua voce, Ornella ha cambiato le traiettorie della storia della musica italiana. Con il suo spirito, ha mostrato che la libertà creativa, la fragilità e la forza possono convivere. Il suo addio è un richiamo a non dimenticare la potenza dell’autenticità: ogni sua canzone sarà per sempre un piccolo miracolo senza fine.
ElPa.