Dopo Lo chiamavano Jeeg Robot e Freaks Out, il regista Gabriele Mainetti torna a stupire con un progetto ambizioso e originale: La Città Proibita, un film in grado di unire thriller, dramma e arti marziali, in una sorta di rivisitazione in chiave sincretica tra Oriente e Occidente della tradizione degli “spaghetti western”.
Prodotto da Wildside (Gruppo Fremantle), PiperFilm e Goon Films, il film sarà nelle sale dal 13 marzo 2025, promettendo un’esperienza di intrattenimento puro, da godersi sul grande schermo a occhi sgranati.
Roma diventa il palcoscenico di una storia di vendetta e riscatto
La protagonista Mei (Yaxi Liu) arriva nella capitale italiana in cerca della sorella scomparsa. Qui incontra Marcello (Enrico Borello), un giovane cuoco che, tra difficoltà economiche e un passato familiare turbolento, cerca di salvare il ristorante della madre Lorena (Sabrina Ferilli). A complicare la loro strada ci sono antichi pregiudizi, segreti e nemici pericolosi, tra cui il protettivo e ambiguo cravattaro Annibale (Marco Giallini) e l’enigmatico e feroce Mr. Wang (Chunyu Shanshan).
“La Città Proibita”: il nuovo film di Gabriele Mainetti tra azione e sentimento. Un thriller di arti marziali ambientato a Roma con Enrico Borello, Yaxi Liu, Marco Giallini, Luca Zingaretti e Sabrina Ferilli
Con una sceneggiatura firmata da Stefano Bises, Gabriele Mainetti e Davide Serino, il film offre un intreccio avvincente in cui azione e sentimenti si intrecciano con grande efficacia.
Un film di arti marziali che sorprende per qualità e ambientazione
La Città Proibita segna un risultato importante per il cinema italiano: realizzare un film di arti marziali, rispettando i canoni del genere e ambientandolo in una Roma contemporanea senza perdere credibilità o spettacolarità, non era un’impresa semplice. Gabriele Mainetti, grazie a un’ottima regia e alla scelta della protagonista Yaxi Liu, artista marziale con un background reale nel combattimento, riesce nell’intento con una messa in scena coinvolgente e ritmata.
Le coreografie dei combattimenti, curate nei minimi dettagli, si fondono perfettamente con l’estetica urbana della capitale, creando un contrasto suggestivo e originale. Il film riesce così a offrire un intrattenimento godibile e appassionante: che Mainetti ami girare le scene di lotta si vede tutto e rappresenta un valore aggiunto per gli amanti del genere kung fu ma non solo per loro.
Oltre alla felice accoppiata Borello-Liu, il film è impreziosito anche da un tris di assi del cinema italiano, Marco Giallini, Sabrina Ferilli e Luca Zingaretti, che nei loro ruoli regalano interpretazioni intense e sfaccettate, con pennellate inaspettate, tra ironia e tragedia, in pieno spirito romanesco.
La fotografia di Paolo Carnera, le musiche di Fabio Amurri e le scenografie di Andrea Castorina contribuiscono a creare un’atmosfera ricca di tensione e fascino in una Roma che diventa ulteriore protagonista della pellicola, con una Piazza Vittorio viva e coloratissima di giorno e oscura, misteriosamente deserta e inquietante di notte.
Gabriele Mainetti dimostra insomma ancora una volta la sua capacità di innovare e sperimentare, portando nel cinema italiano un genere poco esplorato e riuscendo a renderlo credibile e avvincente.
La città proibita è dunque espressione vivace di un immaginario mai frusto, sempre capace di soggiogare il pubblico grazie al suo mix di azione, emozione e spettacolo. Dal 13 marzo, senza indugi, appuntamento al cinema per constatarlo di persona.
El.Pa.