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Addio al papa emerito Benedetto XVI: le voci di Twitter

by Redazione
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Benedetto XVI, primo Papa emerito della Storia moderna dopo la sua storica rinuncia al pontificato del febbraio 2013, è scomparso nell’ultimo giorno del 2022 a 95 anni.

“Con dolore informo che il Papa emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9.34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano”, ha annunciato il 31 dicembre scorso il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, riferendo poi che dalla mattina di lunedì 2 gennaio, il corpo di Joseph Ratzinger sarà deposto nella Basilica di San Pietro in Vaticano per ricevere l’omaggio dei fedeli.

Infine Bruni, in una sala stampa vaticana assiepata di cronisti dalle emittenti di tutto il mondo, ha fatto sapere anche che i funerali di Benedetto XVI verranno celebrati giovedì 5 gennaio, alle ore 9.30, in Piazza San Pietro, con una cerimonia all’insegna della semplicità come richiesto dal papa defunto, e saranno presieduti da papa Francesco.

Addio a papa Benedetto XVI, il primo papa della rinuncia in epoca contemporanea: il cordoglio su Twitter

Nel pomeriggio del 31 dicembre, papa Francesco ha ricordato il papa emerito Benedetto XVI durante il Te Deum con queste parole: “Parlando della gentilezza, in questo momento, il pensiero va spontaneamente al carissimo Papa emerito Benedetto XVI, che questa mattina ci ha lasciato. Con commozione ricordiamo la sua persona così nobile, così gentile. E sentiamo nel cuore tanta gratitudine: gratitudine a Dio per averlo donato alla Chiesa e al mondo; gratitudine a lui, per tutto il bene che ha compiuto, e soprattutto per la sua testimonianza di fede e di preghiera, specialmente in questi ultimi anni di vita ritirata. Solo Dio conosce il valore e la forza della sua intercessione, dei suoi sacrifici offerti per il bene della Chiesa”.

“Rimanete saldi nella fede! Non lasciatevi confondere!… Gesù Cristo è veramente la via, la verità e la vita – e la Chiesa, con tutte le sue insufficienze, è veramente il Suo corpo.” Questa è la sintesi dell’eredità che il Papa emerito Benedetto XVI affida ai fedeli tramite il suo testamento spirituale, presente nel libro di prossima uscita “Nient’altro che la Verità”, scritto dall’Arcivescovo Georg Gänswein, suo segretario particolare, insieme al giornalista Saverio Gaeta, per le edizioni Piemme.

Figura intellettuale di spicco del Novecento e raffinato teologo, papa Ratzinger, il papa tedesco, prende in mano le redini della Chiesa ricevendo il testimone da un predecessore “ingombrante”, papa Giovanni Paolo II, ora santo, grande comunicatore e trascinatore. Il carattere riservato di Benedetto XVI lo fa apparire subito distante dal papa polacco, inquadrandolo come un interprete rigido del conservatorismo della Chiesa cattolica, fino alla decisione eccezionale di rinunciare al ministero petrino nel 2013, primo papa dell’epoca contemporanea a compiere un gesto intrinsecamente rivoluzionario, segno di umiltà, coraggio e responsabilità, in un momento molto delicato per l’istituzione religiosa.

Nel febbraio 2013, anche in seguito all’acuirsi degli scandali legati alla pedofilia nella chiesa (benché papa Ratzinger sia stato il primo pontefice a chiedere scusa alle vittime di abusi da parte di sacerdoti), alle ombre legate alla gestione dello Ior, la banca vaticana, e al trafugamento di documenti riservati da parte del maggiordomo Paolo Gabriele, scandalo noto come “Vatileaks”, papa Benedetto XVI rende nota la volontà di ritirarsi dal soglio pontificio. “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”. Il nuovo pontefice, papa Francesco, ha sempre intrattenuto rapporti cordiali e affettuoso con il papa emerito, ritiratosi a vivere presso il Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano.

La scomparsa di Benedetto XVI è stata accolta con commozione dai fedeli e dalle personalità politiche e intellettuali di tutto il mondo: su Twitter un fiume di cinguettii per ricordare il primo papa dimissionario dell’era moderna.

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