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Addio Pippo Baudo

Addio a Pippo Baudo, il padre della TV italiana

Dalla Sicilia ai sabati sera di milioni di italiani: da “Settevoci” a “Fantastico”, fino ai Sanremo che hanno fatto la storia, Baudo ha scritto il vocabolario della TV generalista

by Redazione
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Se n’è andato Pippo Baudo, volto-simbolo della televisione italiana, morto sabato 16 agosto a Roma all’età di 89 anni. Da allora la RAI lo sta celebrando con lunghi servizi e approfondimenti, riconoscendogli il ruolo di colonna portante dell’azienda.

Nato il 7 giugno 1936 a Militello in Val di Catania, Baudo ha attraversato oltre 60 anni di carriera, trasformando l’intrattenimento in un rito collettivo: dagli esordi in radio e a “Settevoci” allo show del sabato sera “Fantastico”, fino al palco di Sanremo, dove ha imposto ritmo, scoperte e catchphrase entrate nel parlato comune, come la celeberrima “L’ho inventato io!” enfatizzata dall’imitazione di Gigi Sabani o “Perché Sanremo è Sanremo”, iconico ritornello del Festival.

Camera ardente a Roma al Teatro delle Vittorie, funerali a Militello in Val di Catania il 20 agosto: il Paese saluta Pippo Baudo, il suo “re dei presentatori”

La camera ardente è stata allestita al Teatro delle Vittorie di Roma e qui centinaia di ammiratori si sono recati a rendere al presentatore, uomo entrato nelle case italiane come uno di famiglia, l’ultimo omaggio; i funerali si terranno mercoledì 20 agosto nella sua Militello in Val di Catania. Un ultimo viaggio che unisce idealmente i luoghi della sua vita: gli studi televisivi e la Sicilia delle origini.

Definito da molti il “re della televisione”, Baudo ha saputo essere insieme conduttore, talent scout e regista del gusto popolare, tenendo insieme generazioni diverse davanti allo schermo. La sua ultima apparizione pubblica risaliva al dicembre 2024: un sorriso largo, la classe intatta. Oggi quel sorriso è un patrimonio di memoria condivisa.

Ciao Pippo, grazie.

P.E.

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