Accenture ha condotto un sondaggio online su un campione di 6.000 consumatori di età superiore ai 18 anni in 10 mercati chiave (Australia, Brasile, Canada, Germania, India, Italia, Giappone, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti) con l’obiettivo di comprendere le preferenze, le percezioni e i comportamenti dei consumatori nei confronti dell’intrattenimento, in un panorama mediatico in continua evoluzione.
Parallelamente, Accenture ha realizzato un’indagine rivolta a 300 dirigenti senior di aziende operanti in diverse aree geografiche e segmenti del settore dei media. Lo studio ha analizzato l’attuale fase di trasformazione del comparto, esaminando le strategie aziendali, le principali sfide e il livello di maturità organizzativa in termini di investimenti digitali e infrastrutture IT
“L’industria dei media sta attraversando una trasformazione profonda: la frammentazione dell’audience, la crescente richiesta di esperienze realmente rilevanti e il potenziale dell’intelligenza artificiale stanno ridefinendo le dinamiche del comparto. Di conseguenza la crescita delle aziende media non può più dipendere dalla sola capacità di raggiungere grandi audience, ma deve passare attraverso una reinvenzione del modo di operare” – ha dichiarato Marco Addino (nella foto), Communications, Media & Technology Lead di Accenture Italia. “La nostra ricerca evidenzia come gli italiani siano sempre più selettivi nelle proprie scelte di consumo. L’ampiezza delle offerte e la fruizione monocanale non sono più i soli aspetti centrali, lo diventano invece esperienze, contenuti e servizi in grado di rispondere a esigenze concrete e di generare un valore reale. In un mercato che per anni ha premiato soprattutto la scala, oggi il vero elemento distintivo è la rilevanza: comprendere l’evoluzione delle aspettative dei consumatori sarà fondamentale per intercettare nuove opportunità di crescita e costruire relazioni durature con il pubblico”.
Accenture presenta i risultati della ricerca “Reinvent for Growth”, un’indagine condotta tra consumatori e imprese per comprendere le preferenze, le percezioni e i comportamenti dei consumatori nei confronti dell’intrattenimento, in un panorama mediatico in continua evoluzione
GLI INSIGHT PRINCIPALI
IL PUNTO DI VISTA DEI CONSUMATORI
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- La fedeltà ai servizi di streaming su abbonamento (SVOD) si sta indebolendo in modo strutturale: un consumatore su due in Italia, così come anche a livello globale, ha cancellato nell’ultimo anno due o più abbonamenti.
- Al tempo stesso, l’engagement su social media (74%) e social video (62%) resta elevato. Per questo le piattaforme devono ripensarsi non più come semplici luoghi di visione episodica, ma come ecosistemi capaci di generare una relazione quotidiana con il pubblico, anche attraverso formati già familiari e apprezzati dagli utenti.
- Il consumo media è sempre più frammentato tra molteplici touchpoint – streaming, social, video, musica, gaming e informazione digitale – con un conseguente ridimensionamento del peso di ogni singolo canale. In questo scenario, la scala dell’audience non è più sufficiente a garantire crescita. Dato ancora più evidente in Italia, dove solo il 6% dei consumatori, rispetto al 19% della media globale, si dichiara disposto a pagare per un’unica app “all-in-one”, che contiene quindi al suo interno più servizi digitali. Le percentuali sono invece molto più alte se si considerano i consumatori interessati, ma non disposti a pagare per avere questo tipo di app (45% a livello global e 42% a livello italiano).
- La fruizione dei contenuti long form è sempre più accompagnata da comportamenti multitasking, anche se con intensità diverse a seconda dei mercati. Il 29% degli italiani (36% a livello globale) utilizza regolarmente un secondo schermo durante la visione, soprattutto per accedere ai social media.
IL PUNTO DI VISTA DELLE AZIENDE DEL SETTORE
- L’AI è percepita come trasformativa, ma viene adottata ancora in modo selettivo: oltre il 90% dei manager media considera l’IA altamente o moderatamente dirompente e l’87% si aspetta benefici su produzione e post-produzione. Tuttavia, solo il 3% delle aziende dichiara di avere una visione pienamente matura del suo impatto sul business.
- La crescita incrementale non è più sufficiente: l’88% dei dirigenti del settore media afferma che molte organizzazioni continuano a operare con uno stack tecnologico rigido e non dispongono di competenze tecnologiche avanzate. Solo il 20% dei dirigenti del settore media sta già puntando a una trasformazione radicale del proprio business.
- Per intercettare le nuove esigenze dei consumatori le aziende del settore sono quindi chiamate a una reinvenzione totale del proprio business. Devono evolvere verso ecosistemi multipiattaforma, progettare offerte ad alto valore aggiunto puntando su utilità concreta e rilevanza per il consumatore e accelerare la sperimentazione di nuovi formati verso modalità di fruizione più interattive.