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Samsung Trend Radar 2025: italiani e tempo libero

Dalla ricerca emerge che, in un mondo che premia la produttività e misura il valore in ore attive, anche il tempo libero rischia di perdere il suo significato originario

by Redazione
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Samsung Electronics Italia presenta il nuovo Samsung Trend Radar: Italiani e tempo libero, cosa è cambiato negli ultimi dieci anni? in collaborazione con Toluna, società internazionale specializzata in ricerche di mercato e analisi dei consumatori. La ricerca fotografa il rapporto degli Italiani con i nuovi trend digitali ed esplora il tema del tempo libero e di come sia diventato sempre più difficile gestirlo o trasformarlo in tempo di qualità.

A fronte di un dato apparentemente positivo – il 46% degli italiani che dichiara di avere più tempo libero rispetto a dieci anni fa – si scopre che il 55% di coloro che dichiarano invece di averne meno, sostiene di dedicare il poco tempo libero che rimane ad altri doveri come la cura di figli o familiari mentre il 33% viene assorbito da responsabilità lavorative crescenti. Un tempo libero che quindi perde il suo significato letterale e fatica a tradursi in tempo da dedicare realmente a sé stessi.

Il 30% degli intervistati descrive inoltre la propria settimana come “piena di impegni, ma organizzata” e il 33% afferma di aver imparato a organizzare meglio il tempo e le attività quotidiane così anche il tempo personale finisce per essere incasellato tra le scadenze: il relax va pianificato, come un altro task in agenda.

Samsung Electronics Italia ha presentato il nuovo Samsung Trend Radar dal titolo “Italiani e tempo libero, cosa è cambiato negli ultimi dieci anni?”

Ma da quando il tempo libero è diventato uno spazio da riempire con altri impegni? Tra le barriere più forti emerge il senso di colpa: quasi 1 italiano su 2 si sente in colpa quando si concede un momento per sé. Il dato colpisce soprattutto la Gen X e di conseguenza chi ha figli sotto i sei anni (28%) mentre i Baby Boomer e i più anziani, e quindi chi non ha figli, sembrano vivere con più serenità il tempo libero (31% non si sente mai in colpa). Una fotografia che racconta un’Italia stanca, compressa tra responsabilità e aspettative, dove il tempo da dedicare a sé stessi è sempre più tempo da “gestire” e non da vivere.

Uscire per fare sport o semplicemente camminare senza fretta (19%), avere un momento tranquillo per leggere un libro (18%) e passare una serata sul divano guardando un film o una serie per intero, senza interruzioni (15%), sono le attività di svago che mancano di più agli italiani rispetto a 10 anni fa. Una prova del fatto che più che di tempo libero gli italiani siano alla ricerca di tempo di recupero, tempo vuoto per fermarsi, perfino per annoiarsi, e non di tempo da dedicare ad ulteriori impegni meno prioritari ma pur sempre impegni. Alla domanda “cosa faresti con più tempo?”, spiccano parole come “me”, “rilassarmi”, “famiglia”, “hobby”: il bisogno di tempo qualitativo e personale è evidente.

“Questo Trend Radar ci conferma che la libertà non dipende solo dal tempo a disposizione, ma soprattutto da come scegliamo – o riusciamo – a viverlo. In quest’ottica, la tecnologia e l’intelligenza artificiale possono essere alleati preziosi: ci supportano nel ridurre il carico mentale, semplificano le attività quotidiane e ci restituiscono momenti da dedicare a noi stessi. Ma per creare valore autentico, è fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza sui benefici concreti dell’innovazione. È in questo che Samsung si impegna ogni giorno: sviluppare soluzioni che sappiano integrarsi nella vita delle persone in modo naturale, utile e non invasivo”, ha dichiarato Emanuele De Longhi, Head of Corporate Marketing di Samsung Electronics Italia.

In questo scenario, la tecnologia può giocare un ruolo decisivo. Il 79% dei rispondenti riconosce all’innovazione – e in particolare all’intelligenza artificiale – la capacità di far risparmiare tempo in modo concreto e di migliorare la qualità della propria vita quotidiana. I più ottimisti sono i Millennial (61%), seguiti da Gen X (51%) e Baby Boomer (46%). Tra i più anziani aumentano gli scettici: il 20% crede che il tempo risparmiato sia minimo, mentre il 15% pensa che non farebbe alcuna differenza nella gestione quotidiana.

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