Ci sono circostanze che, per quanto apparentemente frivole, fanno molto rumore ed è questo il caso del matrimonio più chiacchierato dell’anno: dopo mesi di polemiche preventive, Jeff Bezos e Lauren Sánchez hanno ufficialmente dato il via a Venezia alle celebrazioni per le loro nozze che prevedono una tre giorni di eventi esclusivi in grado di monopolizzare e “rendere ostaggio” il capoluogo lagunare. Circa 200–250 invitati, tra cui Oprah Winfrey, Kim e Khloé Kardashian, Ivanka Trump e Orlando Bloom, sono arrivati via superyacht nella giornata del 26 giugno, sfilando sotto i flash dei paparazzi. La cerimonia, blindatissima, avrà luogo il 27 giugno nella monumentale Basilica di San Giorgio Maggiore. I festeggiamenti, inizialmente previsti nel centro storico, sono stati poi spostati all’interno dell’Arsenale per evitare tensioni: in città già da giorni si respirava aria di protesta circa l’opportunità dell’intera “operazione nuziale” da super ricchi.
Contro l’“overtourism”: proteste e tensioni a Venezia per il mega matrimonio-evento di Jeff Bezos
Infatti, mentre i flash illuminano abiti da sogno e champagne, un’altra Venezia alza la voce. L’evento ha scatenato l’ira di residenti e attivisti: il gruppo “No Space for Bezos” ha issato striscioni contro il magnate, minacciando di bloccare canali con coccodrilli gonfiabili. Il messaggio è chiaro: la città appartiene ai suoi abitanti, non alle élite globali.
Greenpeace e diversi movimenti locali si sono uniti al coro di dissenso, puntando il dito contro le emissioni dei jet, l’invasione dei taxi acquatici e l’occupazione degli hotel di lusso. Per molti veneziani, queste nozze non sono un sogno da copertina, ma l’ennesimo esempio di una città trasformata in salotto esclusivo, dove i residenti fanno da comparse.
El.Pa.