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Sospensione serie Avetrana

Avetrana: bufera sulla serie TV. Disney+ risponde

by Redazione
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Doveva essere stasera il momento del debutto per l’attesissima e chiacchieratissima serie “Avetrana – Qui non è Hollywood” – dedicata all’omicidio della quindicenne Sarah Scazzi, origine di una vicenda complessa e viziata dal circo mediatico sviluppatosi intorno alle indagini – sulla piattaforma streaming Disney+, invece il Tribunale di Taranto, a seguito del ricorso presentato dal Comune di Avetrana, preoccupato per le ripercussioni sull’immagine della propria comunità, ha ordinato lo stop alla messa in onda, causando una reazione vibrante sia da parte del pubblico che da parte della multinazionale dell’intrattenimento.

Come riporta l’agenzia ANSA, le case di produzione Groenlandia e Disney hanno annunciato che “in ottemperanza al provvedimento emesso dal Tribunale di Taranto in assenza di contraddittorio tra le parti, il lancio della serie, attualmente intitolata ‘Avetrana – Qui non è Hollywood’, è rinviato”. Entrambe le case di produzione hanno precisato inoltre che “pur non condividendo la decisione del Tribunale, intendono far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti”.

Il caso è esploso mercoledì 23 ottobre, quando il giudice della sezione civile del Tribunale di Taranto, Antonio Attanasio, ha accolto il ricorso urgente presentato dal sindaco di Avetrana, Antonio Iazzi, e ha disposto la sospensione cautelativa della serie “Avetrana – Qui non è Hollywood”, incentrata sul delitto della giovanissima Sarah Scazzi.

“Avetrana – Qui non è Hollywood”: il giudice sospende la messa in onda della serie ma Disney non si arrende e promette di far valere le sue ragioni

Attraverso un pool di legali, il sindaco di Avetrana aveva richiesto “la modifica del titolo” della serie e la sua “sospensione immediata”. L’udienza di comparizione tra le parti è fissata per il 5 novembre.

Dopo la decisione del Tribunale, il sindaco Iazzi ha diffuso una nota, in cui sottolinea che il Tribunale civile di Taranto “ha ordinato a Groenlandia srl e Walt Disney Company Italia srl di sospendere immediatamente la messa in onda della serie ‘Avetrana – Qui non è Hollywood’, qualora il titolo non venga modificato eliminando il riferimento alla cittadina”.

Il sindaco ha aggiunto che “l’Autorità giudiziaria ha riconosciuto il possibile danno d’immagine per la comunità di Avetrana, considerando che il titolo potrebbe portare il pubblico a collegare la città con l’episodio di cronaca nera, alimentando un’immagine di una comunità potenzialmente criminogena e omertosa”.

Ha proseguito affermando: “Il giudice ha ritenuto legittime le preoccupazioni del Comune di Avetrana, poiché questa operazione potrebbe arrecare un pregiudizio alla sua immagine, compromettendo l’identità culturale e socio-economica positiva della comunità”.

La serie, diretta dal regista pugliese Pippo Mezzapesa, ripercorre un caso che ha profondamente segnato sia la comunità locale che l’Italia intera, la vicenda dell’omicidio di Sarah Scazzi, 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto 2010 e gettata in un pozzo, conclusasi con la condanna all’ergastolo della cugina Sabrina Misseri e della zia Cosima Serrano, nonostante continui a professarsi colpevole lo zio, Michele Misseri.

Intanto, APA, associazione dei produttori italiani, e ANICA, Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Digitali, hanno espresso disappunto nei confronti  della decisione del tribunale, considerata un precedente molto grave contro la libertà artistica.

“Il blocco preventivo della serie, ancora inedita, sembra rappresentare una grave violazione del principio di libertà d’espressione, chiaramente tutelato anche a livello costituzionale” ha dichiarato infatti Chiara Sbarigia, presidente di APA.

La questione rimane aperta: Disney non intende arrendersi e, al di là degli schermi, il grande pubblico non può fare a meno di attendere ulteriori colpi di scena in questa incredibile vicenda, che, muovendo dalla cronaca, ha finito per toccare sensibilità diverse e molteplici corde della coscienza e dell’immaginario collettivo.

El.Pa.

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