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Recap Venezia 82

82ª Mostra di Venezia 2025: i momenti salienti

Il trionfo di Jarmusch e l’impegno civile al centro della rassegna

by Redazione
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Si è chiusa il 6 settembre 2025 la 82ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, diretta da Alberto Barbera e presieduta dal regista statunitense Alexander Payne. Il Lido ha ospitato dieci giorni di cinema d’autore e anteprime mondiali, scatenando una serie di importanti riflessioni politiche – grazie anche all’intervento degli attori che si sono schierati apertamente in favore della causa palestinese, sostenendo l’iniziativa solidale della Global Sumud Flotilla – con una giuria internazionale chiamata a premiare opere intense e spesso fortemente legate all’attualità.

I premi

Il Leone d’Oro è andato al regista Jim Jarmusch per il suo Father Mother Sister Brother, un film che ha conquistato pubblico e critica per la sua poesia visiva. Il Gran Premio della Giuria ha invece premiato The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, accolto da una standing ovation da record di quasi ventiquattro minuti. Il Leone d’Argento per la miglior regia è stato assegnato a Benny Safdie per The Smashing Machine, un titolo che ha emozionato con la potente interpretazione di Dwayne “The Rock” Johnson.

Sul fronte degli attori, la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile è andata a Toni Servillo per La Grazia di Paolo Sorrentino, mentre quella femminile è stata vinta da Xin Zhilei per The Sun Rises On Us All. Gianfranco Rosi ha conquistato il Premio speciale della giuria con Sotto le nuvole, mentre la miglior sceneggiatura è stata firmata da Valérie Donzelli e Gilles Marchand con A Pied D’Oeuvre. Il premio Marcello Mastroianni per il miglior giovane interprete è stato assegnato a Luna Wedler per Silent Friend.

La 82ª Mostra di Venezia 2025: Leone d’Oro a Jim Jarmusch e cinema impegnato sul Lido

Il Festival di Venezia 2025 sarà ricordato come un’edizione fortemente politica. Al centro del dibattito si è imposto The Voice of Hind Rajab, una pellicola che ha commosso il pubblico e acceso i riflettori sulla tragedia dei bambini palestinesi, diventando il simbolo di un cinema capace di farsi voce per chi non ne ha.

Il film racconta infatti la storia dell’omicidio di Hind Rajab, una bambina palestinese di cinque anni uccisa nel gennaio 2024 dall’esercito israeliano assieme a sei familiari – e due paramedici della Mezzaluna rossa – durante l’invasione israeliana della striscia di Gaza, incorporando la vera registrazione dell’ultima telefonata tra la bambina e gli operatori del soccorso, mentre lei era intrappolata nell’auto crivellata di colpi, accanto ai suoi familiari già assassinati.

Non sono mancati i momenti di pura emozione. Guillermo del Toro con il suo Frankenstein ha raccolto tredici minuti di applausi, mentre Dwayne Johnson si è commosso davanti ai quindici minuti di ovazione tributati a The Smashing Machine. Sul palco dei premi, molti protagonisti hanno scelto di lanciare messaggi di pace e solidarietà, sottolineando ancora una volta il potere del cinema come strumento di memoria e impegno civile, soprattutto in un momento storico particolarmente delicato come quello attuale.

ElPa.

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