Contestato un miliardo di euro, Dolce & Gabbana rinviati a giudizio

Contestato un miliardo di euro, Dolce & Gabbana rinviati a giudizio
E' in ballo un miliardo di euro. E' questa la cifra che sta facendo continuare il braccio di ferro tra Dolce&Gabbana e la procura di Milano e il Fisco.I due stilisti prima erano stati prosciolti e ora invece vanno a processo. In mezzo c'è, appunto, una partita da un miliardo di euro. Il gup di Milano, Giuseppe Gennari, accogliendo la richiesta dell'avvocato dell'Agenzia delle entrate ha ordinato la restituzione alla procura degli atti del procedimento in cui i due stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana rispondono di evasione fiscale. Il pm potrà così riformulare la nuova accusa per dichiarazione infedele e omessa dichiarazione e procedere alla citazione diretta, ovvero mandarli a processo senza passare dall'udienza preliminare, come prevede il codice per i due reati contestati.
 
Ad aprile 2011, Dolce e Gabbana erano stati prosciolti dall'accusa di truffa ai danni dello Stato e dichiarazione infedele dei redditi per circa un miliardo di euro. La Procura sosteneva che i due avrebbero costituito una società in Lussemburgo per non pagare le tasse in Italia sullo sfruttamento dei loro marchi D&G'. Il gup milanese Simone Luerti li aveva prosciolti da entrambe le contestazioni, perché nelle sue motivazioni aveva sostenuto che "il fatto non sussiste". La stessa decisione era stata presa per gli altri cinque imputati, tra cui il fratello di Domenico Dolce, Alfonso, alcuni manager e amministratori e il consulente fiscale del gruppo di moda. 
 
La procura tuttavia non si era arresa e con un ricorso in Cassazione, lo scorso novembre, ha ottenuto l'annullamento del proscioglimento dalle accuse per i reati fiscali. I due stilisti sono stati assolti per il reato di truffa, ma il restante procedimento è stato rinviato davanti a un nuovo gup.
 
Dolce e Gabbana dovranno quindi essere processati senza udienza preliminare perché "il reato che giustificava la richiesta di rinvio a giudizio, cioè la truffa aggravata ai danni dello Stato, è stato erroneamente contestato ab origine, stante la sua non configurabilità in termini di diritto, quindi il processo non avrebbe mai dovuto essere portato davanti al giudice per l'udienza preliminare", ha scritto il gup di Milano Giuseppe Gennari nel provvedimento con cui ha disposto la trasmissione deglia atti del processo ai due stilisti alla Procura, in vista di una citazione diretta a giudizio.

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